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Fabio

Il Riposo del Paladino

Amor omnia vincit

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Noemi Fortiwrote:
Salve,giovine cavaliere u_u lo sa che sono affascinata da lei.. che altro aggiungere? Buon Natale in ritardo.
Dec. 29
Lisawrote:
Beh se vuoi posso insultarti io ... sono molto brava nel farlo in genere :D .. dammi solo l' input XD [chattare con le darkettine sarebbe un inizio -.-] baci Lisa
Nov. 10
Fabiowrote:
Che povero guestbook...ora non ci son neanche più quelli che mi insultano...Triste
Oct. 1
michiru_83wrote:
Ciao ^^ sono Le Chat Noir del Metal Forum.
Appena posso ti aggiungo alla mia lista di blog :)
Dato che abbiamo gli stessi gusti musicali, se ti va di scambiare due parole ci sono! Ti lascio il mio msn: michiru_83@libero.it
A presto!
July 20
Ma tu sei un barbonegro!!! Non puoi mettere Satriani come cazzo ti pare... ne detengo il monopolio fra i miei conoscenti XDXDXD
Mar. 27
June 23

Pioggia Estiva

[Una bozza su cui costruire in futuro qualcosa di meglio - lavoro in progress]

PIOGGIA ESTIVA

Odi? Questa pioggia d'estate
Ruba i rosei petali di ciliegio,
Ultimi testimoni della primavera,
Novelle ninfee per una notte
Alla deriva, lungo solidi mari
Infiniti, al loro misero sguardo.

Svanita, la fragranza del biancospino
Che t'avvolgeva, donata dalla brezza
Gentile, frizzante, ch'è la tua immagine
Dispersa nell'arsura e nella memoria
Di quando, stanco, lieto, rincasavo
E inebriato, dovevo sostarvi accanto.

Ascolta, è l'armonia delle saline onde
S'alza, s'abbassa, schiuma sulla riva
D'un lido adamantino, d'un mare immacolato
Liquida sinfonia di chi non ode il canto
Ottone del tuono, tuba dell'Apocalisse
Rovina d'un mondo, alba dell'avvenire.

Pessano con Bornago, Mezzanotte, 26 Giugno 2009.



Un Nuovo Modello d'Istruzione Italiana - Flessibilità

L’Italia è, come noto, il paese con il più vasto patrimonio artistico mondiale, il che ne fa un potenziale punto d’approdo per turisti di ogni nazionalità, ma anche un luogo di studio per poter apprendere in loco la cultura che ci appartiene. Un così vasto patrimonio può andare incontro all’oblio e alla relegazione nelle grandi biblioteche, oppure essere trasmesso ai posteri affinché, parallelamente ad uno sviluppo scientifico, vi sia anche un progresso letterario. Ad occuparsi dell’insegnamento e dunque della perpetrazione di questo corpus culturale è l’istruzione italiana. L’istruzione italiana sta fallendo sempre di più, se si considerano le statistiche medie europee perché non è semplicemente al passo coi tempi.
In essa vi sono centri di eccellenza, istituzioni encomiabili, ma per rinnovarla è necessario uno sviluppo su tutto il territorio, dalle Dolomiti bolzanine agli aspri monti del ragusano.
Il nostro patrimonio culturale, di cui ci vantiamo, è semplicemente troppo esteso per poter essere trasmesso forzatamente come si vuol fare con la corrente istruzione pubblica, che manca quasi totalmente di flessibilità, quando essa è un elemento essenziale, che il mercato del lavoro richiede con sempre maggior vigore. Non si può pretendere di sovraccaricare lo studente con una dozzina di materie totalmente differenti, per le quali spesso non si effettua alcuno sforzo per evidenziarne l’interdisciplinarità.
I libri di testo, in particolare quelli appartenenti all’ambito umanistico, peccano di grande prolissità a fronte di un metodo d’apprendimento intuitivo e semplice che sarebbe fortemente richiesto, inoltre sfoggiano saggi di critica letteraria nei paragrafi, come se allo studente importasse leggere le gaie metafore del signor critico e non piuttosto il succo, il contenuto davvero importante, che non necessariamente deve essere sintetico, ma senza dubbio cristallino. Si rimanda in continuazione a date inutili che nessuno si ricorderà mai, semplicemente perché sono migliaia ed importeranno solo allo specialista del campo, leggasi colui che all’università intraprenderà un percorso di lettere, editoria, filologia.
L’idea di una scuola, e mi riferisco soprattutto ai licei, che formi una solida cultura generale è certamente buona ed applicabile, ma praticamente poco proficua nei termini in cui oggi viene attuata.La società moderna pretende questa cultura generale, non ne fa neppure richiesta, lo considera un dato di fatto, essenziale per essere accettati in un mondo che avanza sempre più rapidamente.
Come fornire dunque una cultura generale appropriata ad uno studente, prescindendo dall’insegnamento ricevuto negli istituti di formazione superiore? Semplicemente potenziando le tappe precedenti, l’istruzione primaria e la scuola secondaria di primo grado, ovvero la “scuola media”. Debbono essere i primi otto anni di formazione quelli che permettono allo studente di ricevere una prima cultura generale, una base solida da cui partire per affrontare gli studi successivi. Gli insegnanti liceali premono molto su questo punto, poiché esso è un punto debole di questo sistema scolastico. Coloro che frequentano buone scuole primarie affrontano più serenamente e con più facilita l’istruzione superiore. Con l’introduzione del maestro unico e dell’insegnamento dell’inglese sin dalla scuola primaria si è fatto un primo passo avanti per giungere al livello proposto, ma perché sia davvero efficace questa modifica occorrono professori che sappiano svolgere coscienziosamente il proprio lavoro. Per questo, sono necessari sistemi di valutazione per i professori stessi ancor prima che per gli studenti, che sono solo ai primi passi del sentiero della cultura.
Molti insegnanti non si troveranno d’accordo con tutto ciò, e non sono da biasimare. Ma nessuna rivoluzione di sorta ha potuto accontentare tutti e il progresso reclama il suo prezzo. L’accentramento in una sola figura permette un punto di riferimento solido (oltre alla famiglia, che dovrà sempre essere il principale) all’alunno, che non dovrà mai più vedersi passare davanti agli occhi decine di professori diversi nel corso di pochi anni, con cui, per evidenti ragioni di tempo, non potrà istituire alcun rapporto di sorta, né apprendere il metodo d’insegnamento che essi sogliono utilizzare. Così, l’abbandono del maestro unico rappresenterà anche un passaggio verso un istruzione di grado superiore, quella appunto della scuola primaria di secondo grado. Essa dovrà essere concepita come un anticamera all’istruzione secondaria dove si rafforzano e si approfondiscono concetti già solidamente appresi in generale. Sin a questo grado d’istruzione sarà necessario non utilizzare alcun tipo di specializzazione, così che si formi la decantata cultura generale. Non si può neppure chiedere ad un ragazzino di questa età di compiere scelte così difficili.
Giungiamo quindi al terzo anno della “scuola media”. A 14 anni al giorno d’oggi viene chiesto di scegliere un tipo d’istruzione che marcherà i successivi cinque anni dello studente, a patto di significativi ma rischiosissimi, nonché difficili, cambiamenti. Con l’avvio dell’attuale riforma potrà scegliere tra sei licei diversi (scientifico, classico, artistico, linguistico, musicale o delle scienze umane), oppure propendere per l’istruzione tecnica (economica o tecnologica ) o ancora per quella professionale.
Sul piano economico è un ottima mossa per guadagnare fondi da investire altrove e per semplificare un sistema scolastico che prevedeva centinaia di indirizzi diversi e perlopiù inutili al fine dell’avviamento al lavoro o dell’università, non tanto per le intenzioni, quanto per la gestione e la qualità dell’insegnamento.
Come viene lamentato da molti genitori dopo la scelta sbagliata del proprio figlio, a quell’età si è troppo giovani per una tal scelta. Da qui uno dei motivi per un istruzione superiore flessibile.
Sto parlando dell’istruzione superiore che ora appartiene ai licei, non invece agli istituti tecnici o agli istituti professionali, che rimarranno un avviamento al lavoro (e su quello si dovranno concentrare, stabilendo legami con il mondo del lavoro ancor prima dell’istruzione liceale).
La flessibilità passa attraverso tre condizioni essenziali.

-Allo studente deve essere data libera scelta circa l’area culturale da frequentare, le aree culturali fondamentali saranno tre, una tecnico-scientifica, una umanistica e una artistica. Queste aree culturali andranno a sostituirsi alle istituzioni antiquate del liceo scientifico, liceo classico, liceo linguistico, liceo artistico e anche alle due nuove tipologie di liceo che confluiranno sia nell’area umanistica (liceo delle scienze umane) sia in quella artistica (liceo musicale). La denominazione “aree culturali” sta anche e soprattutto a significare la loro generalità e la cultura ad ampio respiro che in esse verrà trasmessa.

-Una volta scelta l’area culturale da frequentare allo studente dovranno essere esposte tutte le materie d’insegnamento disponibili, per questo saranno utili frequenti giornate di scuola aperta affinché ci si avvicini alla nuova istruzione e si comprenda che cosa si insegni concretamente e non solo per sentito dire.
Allo studente e non al Ministero dell’Istruzione competerà la decisione di quali materie frequentare.
Il Ministero dovrà semplicemente proporre la gamma delle materie, che non dovranno essere estremamente specialistiche, sul modello universitario, basteranno quelle già in vigore, ma si tratteranno in modo più approfondito e focalizzato, se frequentate con assiduità.

-Scelte le materie d’insegnamento, ancora una volta allo studente il compito di decidere quanto frequentare i corsi di ciascuna materia. E’ evidente che l’occhio dello studente, nel corso degli anni, dovrà andar sempre di più all’università, sarebbe dunque opportuno svolgere materie consone. Ma se anche lo studente si ritrovasse a svolgere un corso che non fornisce informazioni fondamentali per il successivo percorso, egli potrà sempre interromperlo, entro intervalli di tempo definiti ma molto vari (su base mensile o trimestrale) per aumentare il monte ore di un altro o di altri. Grazie alla scelta dell’area culturale effettuata in precedenza, non ritroverà mai materie totalmente estranee. Chi sceglierà un’area culturale scientifica non si ritroverà mai ad aver studiato inutilmente la storia dell’arte per anni e anni, per poi rendersi conto che non sarà proficua. Le ore da effettuarsi a settimana sono variabili entro certi limiti e preferibilmente da un minimo di 30 ore settimanali ad un massimo di 40 ore settimanali.

La registrazione dell’area culturale, dei corsi frequentati e del numero di ore svolte per ciascun corso sarà affidato ad un documento chiamato “Carta dello Studente” che permetterà sia durante la permanenza al liceo sia prima dell’entrata alla facoltà universitaria di stabilire le competenze dello studente e che cosa abbia studiato nei cinque anni precedenti. La carta dello studente dovrà essere elettronica ed affidata al personale insegnante, con sistemi di controllo atti ad evitare ogni tipo di corruzione esterna.

Tutto ciò permetterà una prima e più generale specializzazione dello studente in vista della facoltà universitaria che sceglierà durante il quinto anno. Nessuna materia appresa sarà inutile ai suoi fini, compito degli insegnanti sarà anche quello di indirizzare lo studente con consigli, basati anche sull’andamento scolastico, così da massimizzare i pregi ed evitare la sufficienza e mediocrità che affligge l’attuale scuola italiana, per cui si boccia chi non eccelle in una materia, quando, magari, eccelle in altre. La bocciatura in questo caso è la distruzione di un potenziale talento in altre discipline, come tale dannosa.
La forza di questa riforma sarà la grande flessibilità d’insegnamento, aiuterà inoltre a ridurre il numero di insegnanti concorrenti in una sola struttura, riducendo i costi e gli sprechi che verranno impiegati per un radicale rinnovamento delle strutture scolastiche.




May 30

Lo Smargiasso

Or che debbo fare, giocoso animo mio
è forse costui degno di tale disio?
Lo ammetto, mai mi fu il nome tuo a genio
o fondatore della romana chiesa cattolica
mostri simiglianza con l'altro amico mio
quel che l'uva cerca con costanza stoica.

Una sera di maggio passotti per la testa
di vagar con sguardo imbelle pel parco,
raggirasti così i freschi amici tuoi a festa
della sottina a' un pacifico facesti carco.
Vanti dell'attrezzo femmineo l'abilità
e dell'arnese di maschia fede, o smargiasso,
di onor privo, di decoro, maniera e dignità
non comprendi che di te ormai son lasso?
Tu se' di lunga il dalla miglior coda pavone
con che ti getti in del tossico Naviglio
a me sovvien ben di definirti gran buffone
ché mettesti tosto l'alta cresta tua in periglio.
Sbagli asserendo nel petto il tuo terzo braccio
è tra le gambe ch'esser dovea maior impaccio,
giammai mamma tua t'avrebbe voluto più goffo
ma di certo fortuna più furbo e meno gaglioffo!

Liceo G.Bruno - Ore 11 - 30 Maggio 2009

Dedicata di cuore ad un essere inutile e alla sua categoria.



May 16

Blake Revisited

Questa è una di quelle sere in cui avverto la mia mente particolarmente attiva ed in un certo senso ispirata da un socratico daimon, che le permette di avere la chiave per i misteri più reconditi dell'animo umano e del mondo in cui vive. Cogliendo l'occasione, che non si ripete se non ad intervalli di diverse settimane o mesi, vorrei parlarvi di un poeta, pittore e visionario inglese, poco trattato o tralasciato nei programmi scolastici, William Blake (1757 - 1827).

Non ho affatto intenzione di raccontarvi la sua vita, o del suo pensiero in modo diretto, ma lascerò che siano i suoi stessi versi a guidarvi, filtrati però dalla mia personale interpretazione che non ha alcuna pretesa di essere quella giusta né la migliore. Come saggiamente affermava Nietzsche, non esiste la verità, "l'interpretazione", ma "le interpretazioni" che si scontrano tra loro affinché le migliori emergano. La bontà o meno dell'interpretazione sarà lasciata alla luce del vostro pensiero. Per darvi un'idea della genialità di questo scrittore, ho scelto "The Argument" tratto dalle Tavole II e III di "The Marriage Of Heaven And Hell", l'opera che costituisce la summa della sua filosofia e della sua poetica, nonché la più nota.

Qui riporto una traduzione personale in italiano, ma il testo inglese lo potete trovare al seguente sito, dove vengono riportate anche le tavole originali in acquarello. http://facstaff.uww.edu/carlberj/heavenhell.htm

Il Contrasto

[Tavola II]

Rintrah1 ruggisce e scuote i suoi fuochi nella greve aria
Avide nubi ondeggiano nel profondo
Un tempo mite, e in un periglioso sentiero
Il giusto mantenne il suo percorso lungo
La valle della morte.
Rose sono piantate dove crescono spine,
E sull’arida landa
Cantano le api da miele.

Poi il periglioso sentiero fu piantato,
Ed un fiume ed una sorgente
Su ogni dirupo ed ogni tomba;
E sulle sbiancate ossa
Rossa argilla fu esposta.

Finché il malvagio lasciò i sentieri dell’agio
Per camminare in perigliosi sentieri, e guidare
Il giusto in aridi climi.

Ora l’ignobile serpente striscia

In mite umiltà,
E il giusto s’adira nelle regioni selvagge
Dove i leoni ruggiscono.

Rintrah ruggisce e scuote i suoi fianchi nella greve aria;

Avide nubi ondeggiano nel profondo.


[Tavola III]

Un nuovo cielo è giunto, e sono trentatre anni dal suo avvento: l’Eterno Inferno rivive. Ed ecco! Swedenborg è l’Angelo seduto presso la tomba: i suoi scritti sono gli abiti di lino ravvolti. Ora è il dominio di Edom, e il ritorno di Adamo in Paradiso. Vedi Isaia Capitoli XXXIV e XXXV.

Senza Contrari non vi è progressione. Attrazione e Repulsione, Ragione ed Energia, Amore e Odio, sono necessari per l’esistenza dell’Uomo.

Da questi contrari sgorga ciò che il religioso chiama il Bene e il Male. Il Bene è il passivo che obbedisce alla Ragione. Il Male è l’attivo che sorge dall’Energia.

Il Bene è il Paradiso. Il Male è l’Inferno.


Tavola II
Una delle chiavi di lettura più significative che si possono assumere rispetto all’intero poema è certamente quella cristiana. Blake fu sempre critico rispetto alla religione antica ed è vivo in lui il desiderio di riformarla, tuttavia egli rimase fedele fino alla morte a questa religione e, anzi, si mise a pregare come in estasi proprio durante l’agonia, fino allo spirare. Rintrah, nella mitologia di Blake, personifica il profeta nella sua giusta ira. Quest’ira ci viene espressa mediante lo scuotimento delle fiamme e il ruggito, rispettivamente l’animo infiammato del profeta e la sua voce che grida disprezzo e condanna. Il fuoco ha sempre portato con sé un senso di potenza distruttrice e di rinnovamento (come i vulcani), l’urlo è la massima espressione di rabbia. Nel Vangelo di Giovanni (Gv 2, 13-22), Gesù per la festa di Pasqua sale al Tempio di Gerusalemme, lì rovescia i banchi degli esattori e flagella ciò che trova con una frusta di cordicelle, esclamando portate via di qui queste cose, non fate della casa del Padre mio un mercato! E’ forse l’episodio che meglio esprime la giusta ira del profeta, come veniva chiamato Cristo, ed è anche ciò che esattamente è personificato da Rintrah. La greve aria può essere immaginata come la tensione che provoca un’azione così violenta, improvvisa ed inaspettata, è allo stesso tempo anche lo stupore con cui i farisei guardano il Messia mentre distrugge le bancarelle dei mercanti. Le “avide” [hungry] nubi sono allo stesso tempo “affamate”, bramano qualcosa, in questo caso quel qualcosa è il giungere dove sono destinate ad essere, cioè “nel profondo”. L’episodio di riferimento è la preghiera di Cristo nell’Orto del Getsemani (Mt 26, 41): Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà. Le nubi sono i turbamenti dell’animo, i dubbi, il dolore che accompagnano Cristo poco prima che venga tradito, mentre è intento a pregare. Nel contempo esse vogliono compiere il loro destino, quello di ondeggiare nel profondo, nel baratro della morte. Applichiamo questo stato d’animo a Rintrah e potremo ottenere una buona interpretazione. D’ora in poi non ci sarà bisogno, a meno che non verrà specificato altrimenti, di continuare a sottolineare il parallelismo tra la figura di Cristo e la figura di Rintrah. Un tempo tale “profondità” era mite, quasi volesse dirci che un tempo la morte stessa poteva essere vissuta in modo migliore, oppure lo stesso Cristo la sentiva in modo diverso, ed in effetti è proprio così. La preghiera nel Getsemani è uno degli episodi più sofferti dei Vangeli, in cui si rivela l’aspetto umano del Cristo, che ha paura e suda sangue, conscio del proprio andare in contro alla morte. Invece, nel resto del contenuto dei Vangeli, Cristo è sempre molto calmo nel riferire che egli morirà per poi risorgere, con quell’impassibilità tipica dei grandi uomini. Il riferimento all’episodio è corroborato proprio dai versi successivi in cui Blake scrive: The just man kept his course along the vale of death. Il corso è quello del destino, l’uomo giusto è Cristo, la valle della morte è da intendersi con i luoghi del Calvario. Ed ora un verso che potrebbe sembrare nettamente contrastante e quasi in contraddizione con se stesso. Roses are planted where thorns grow. Le rose e i rovi parrebbero essere due elementi l’uno opposto all’altro; ma a Blake piacciono gli opposti perché spesso si rivelano simili. La rosa è il fiore della bellezza per eccellenza, può simboleggiare le buone virtù, la bellezza etica, mentre i rovi hanno un significato simbolicamente sinistro. Eppure “thorns” è traducibile anche con “spine”, e le spine sono numerose sugli steli delle rose. E’ facile pungersi quando si cerca di impugnare una rosa, spesso sarà sangue vivido a colare dalla puntura. Allo stesso modo, è facile cercare di “afferrare” la buona virtù, cioè la rosa, più difficile farlo senza essere punti dalle spine, che sono ostacoli alla virtù, pur tuttavia necessari, perché la rosa senza spine non è più una rosa. Cristo è la rosa, per arrivare a lui la strada è irta d’ostacoli. Non solo, lui stesso durante il Calvario porta una corona di spine. Questa è la chiave per l’interpretazione dei successivi due versi. And on the barren heath, sing the honey bees. Il sangue cola dalla fronte di Cristo e bagna il suolo sottostante, che è arido, proprio come quello di Gerusalemme, presso il Golgota, e allora le “api del miele” cantano. Chi sono le “api del miele”? In un ottica cristiana si potrebbe dire che sono tutti coloro che aderiscono alla Parola di Cristo e che, mediante il suo sangue e la sua morte, sono redenti dai loro peccati, proprio per questo cantano inni ed esultano per la sua resurrezione. Tuttavia, è possibile costituire un parallelismo tra il miele delle api e l’arida terra, infatti la terra di Canaan viene più volte descritta nella Bibbia come in (Es 3, 17). Le api possono quindi essere gli israeliti. Il periglioso sentiero è quello che conduce alla salvezza, ed è costituito dai precetti di Cristo, esso è stato spianato con la sua venuta, Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! (Mt 3, 3). “Fiume” e “sorgente” sono due parole che si riferiscono all’acqua, essa è vita, ed è in contrapposizione con la “tomba” che invece è il luogo per antonomasia della morte. Il sentiero dunque fa sgorgare la vita dalla morte, è Parola di vita, e infatti: chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna (Gv 4, 14). Gli ultimi due versi si riferiscono invece ad un ambito più pagano e caratteristico. L’argilla rossa infatti era una comune polvere di cui si cospargevano i cadaveri dei defunti presso antiche popolazioni disseminate in tutto il mondo, per quanto riguarda l’Italia in particolare gli Etruschi e gli antichi Sardi. Inoltre, la stessa argilla rossa veniva utilizzata nei dipinti funerari nelle tombe ad ipogeo etrusche e nelle domus de janas sarde, era uno dei colori preferiti; indicava spesso il maschio, mentre la donna era dipinta di un colore più chiaro, tendente al bianco. Questo modo di colorare differentemente i due sessi, sarà poi ripreso anche dai Romani, come è testimoniato, tra le altre cose, dagli affreschi dei lupanare di Pompei. La successiva terzina è ambigua. Potrebbe riferirsi alla volontà di alcuni pagani di compiere il sentiero cristiano, deviando da esso anche i giusti, oppure all’episodio della tentazione di Cristo da parte di Satana nel deserto (in “aridi climi”); tuttavia possono anche essere semplicemente una metafora per “in difficoltà”, “in situazioni spiacevoli, difficili”. L’ ignobile serpente è il simbolo del Male, che ha deviato il giusto dal suo sentiero; esso striscia umile poiché ha già compiuto la sua opera, mentre il giusto, incollerito per essere stato tentato da male, rimpiange la sua scelta nelle “regioni selvagge dove i leoni ruggiscono”, ovvero nella perdizione, in un mondo dove il pericolo si nasconde dietro ogni stelo nell’erba alta della savana. I “leoni” sono coloro che sono pronti ad approfittare di un fallo dell’uomo giusto per poterlo sopraffare e “divorare” interiormente con la loro malvagità.

Tavola III
Il numero trentatre è pari a quello degli anni di Cristo alla sua morte, sono inoltre gli anni di Blake quando scrisse quest’opera. Il nuovo cielo a cui si riferisce è da intendersi come “epoca nuova”; noi contiamo gli anni a partire dalla nascita di Cristo, perciò con esso vi è una spaccatura netta tra ciò che è “avanti Cristo” cioè prima della sua venuta, e “dopo Cristo” cioè dopo la sua venuta, proprio quest’ultima epoca è quella a cui Blake si riferisce. L’autore esclama che “l’Eterno Inferno” rivive, esso è solo una conseguenza della venuta del Regno dei Cieli; in Blake infatti è necessaria la convivenza degli opposti. Si spiana dunque una visione, quella di Emanuel Swedenborg, mistico svedese, nelle sembianze di un angelo seduto presso una tomba, vestito con del lino che lo avvolge e questo lino è paragonato alle pagine dei suoi scritti. L’angelo presso la tomba potrebbe riferirsi all’angelo annunciatore della resurrezione di Cristo a Maria Maddalena, presso il sepolcro. Swedenborg invece è avvolto da panni di lino: il paragone con Cristo morto è evidente, la Sindone è un tessuto di lino e per secoli venne conservata piegata e avvolta su se stessa. Blake preannuncia il tempo presente come il dominio di Edom, un antico regno posto nel sud dell’attuale Israele, con capitale Petra, debordante in Egitto e Giordania, ove si praticava il culto dell’idolatria. Come spesso capita nei suoi scritti, ribalta la tradizione, annunciando il ritorno di Adamo, il primo uomo peccatore, nel Paradiso. Per comprendere meglio ciò che vuole dire ci rimanda addirittura a precisi capitoli del Libro di Isaia. Gli ultimi cinque versi sono pure sentenze filosofiche di Blake. Senza i Contrari non vi è progressione, poiché se ad un principio positivo non ve ne fosse uno negativo, esisterebbe solo il primo e sarebbe statico ed infinito. L’equilibrio degli opposti invece permette la progressione, ed è necessario per l’esistenza di ogni cosa sotto forma di vita. Il Bene è obbedire alla ragione senza compiere alcuno sforzo, quindi “passivamente”, il Male invece è sfruttare l’Energia attivamente, sacrificando necessariamente la Ragione.

Note
1. Rintrah rappresenta il profeta nella sua giusta ira, è uno dei figli di Los nella mitologia di Blake.









May 15

Amelia

Dedicato a colei che mi ha fatto passare dieci brutti secondi. Tuo ammiratore, Fabio.

AMELIA

All'albeggiar sulla scala marciavi
ed io t'ero tergo, o divina Melia.
Nessuna illusion, dinanzi a me stavi
ma 'l tuo non parea quel di Selia.
Mai gli occhi miei s'ingannaro, savi
Intenzion non era quella di far celia.

Sol, quando l'candido e algido tuo piede
S'alza del ripian, ch'è sua dovuta sede
Assai meglio è pel mite e gentil cristiano
Che velo copra 'l viso suo, o più non vede!

Pessano con Bornago, Ore 21, 14 Maggio 2009.


 
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